Sentiero del divenire di Vincenzo Monda

 

Una grande e lucente luna piena illumina lo sguardo,

La mente si svuota…

Si affollano i ricordi, colmi di gioia e di rimpianti,

Intrappolati in un tempo che è stato e non è più.

 

Tradito da una logica che troppo spesso mente

Ovattata da una maschera di verità,

Inopportuna e spavalda schernisce un animo troppo fragile

Proiettandolo li dove la luce è nero pece.

 

Il caldo tepore di certezza, fiamma di vita,

È spada di Damocle là dove impera la scelta;

Se può esserci giustizia nel disporne,

Il mio essere risulta inadeguato, corroso, dilaniato

dal dubbio e dal sospetto che nello specchio dei ” giusti “

Si rifletta giustiziato più che giustiziere.

 

La furente ribellione al semplicistico scorrer della vita

Mi si palesa come angoscia ed insonnia,

Ogni mia parte vibra al roboante silenzio della notte.

In questo caotico inganno, senza pretese, mi volto:

Già le ultime orme, allo sguardo, svaniscono,

E a me non resta che andare avanti.

Forse, amore di Vincenzo Monda

La vetrina del luogo in cui lavori,

Un monotono giorno, il solito sole, un vento mai stanco.

Singhiozzi e pianti mai esplosi

Fragorosamente picchiano al mio stupido orgoglio,

E le mani tremano, racchiuse in un pugno.

Celano la fessura di cui sei la chiave,

Come a proteggere la verità e dare forza ai miei scudi.

 

L’organo della vita tuona ad una frequenza nuova,

Preambolo di fuga o spinta a ritrovare coraggio?

Il tempo incessante scandisce il mio dibattermi immobile,

Il peso dei pensieri pietrifica i muscoli, ma non lo sguardo:

Irrequieto e frenetico agogna un tuo gesto,

Áncora di salvezza dalla deriva in un mondo non vero

Dove il cuore ragiona, la ragione si cela e l’occhio non vede.

 

Ad ogni passo il respiro si blocca

Un macigno sul petto soffoca i pensieri e sfuma le parole.

La fatica dei metri che mi separano da te svanisce in un filo dorato,

Che lega saldo ciò che sono a ciò che sei, indissolubilmente,

Ed un bacio salda due vite da sempre distanti ma non estranee.

O, forse, l’oscura ombra che irretisce i sogni mi ha stretto a sé,

Lì dove tutto è reale, ma nulla è vero.

Poesie di Davide Mastrocinque 3

POESIA N. 8

mi si schiude un sorriso,
incatenato nel tuo dolce calore profumato
sono un portatore sano di sogni putrefatti
non ci sarà una prima volta
siamo sconvolti e in bilico su confini opposti
non so vivere senza uccidere i miei giorni d’oro liquido
disprezza il perdono chi ama affondare
per cui colombe sporche di solitudine
fragilmente pregano
esperti di facili appigli
per un ideale scarno e non troppo morboso
che sappia anestetizzare le pause di riflessione,
lo scorrere del tempo, i saluti veloci,
le possibilità concrete.

VITTIME

guardo a quei giorni
come a fantasmi di marmo morbido
vestiti di dolce nulla
nella culla delle tue labbra invernali
fragili lettere d’amore
scritte con i miei respiri sui tuoi capelli
si perderanno prima di nascere
vittime del vento

Poesie di Davide Mastrocinque

POESIA N. 7

marea itterica,
specialmente condannati
trascinammo le dita ubriache di salsedine
sulla rena bianca, per danzare l’ultima volta
in compagnia della pallida tristezza lunare
circoscrivendo il nostro corpo
al di là della nostra pelle
fino a non sentire più la gravità
la punta del pennello si spalmerà sul circondario
mischiando i colori di tutto ciò che lo compone
per poi sciacquarsi nell’abisso
e renderlo felicemente acceso di mille colori impuri…

 

CIGNI

strascicando parole al vento
strisciando come raggi di sole sul cemento
inorgogliti dalla nostra dolce ignoranza
bocciati dai parametri umani sorridiamo con gli occhi
cucendo le nostre bocche fra di loro
bevendoci le parole a vicenda
innamorandoci della lontananza
gli sguardi dei cigni non troveranno riposo sul manto dei corvi.

Poesie di Davide Mastrocinque2

POESIA N. 5

i postumi di una città ubriaca

il buio mi accoglie nel suo grembo

per partorirmi con dolore ogni mattina

non insegnateci nulla

preferiamo rimanere abbracciati

alle soffici correnti d’aria della sera

cimitero cerebrale

i miei occhi ora si aprono come ali di un angelo deluso

 

POESIA N. 6

neoplasie di sogni

mangiano avide la realtà

mentre crampi di lucidità

mi tengono sveglio

e vorrei andare…

non più odore di infanzia

protezione incondizionata d’innocenza

ma un sole di pesante concretezza

grava con i suoi raggi sulla pelle

bagnando di realismo le strette di mano

ma è un minuto sprecato, perso per sempre…

La distruzione- I fiori del male. C. Baudelaire

I FIORI DEL MALE

LA DISTRUZIONE

Il Demonio s’agita senza posa accanto a me;
come un’aria impalpabile mi ruota intorno
e io l’ingoio e sento che brucia i miei polmoni
e li riempie d’un desiderio colpevole ed eterno.

A volte, sapendo il grande amore che ho per l’Arte
prende la forma della donna piu` seducente
che con speciosi pretesti da ipocrita
abitua le mie labbra a filtri infami!

Eccomi allora ansimante e rotto di fatica
trascinato da lui lontano dall’occhio di Dio
nelle pianure della Noia, profonde e deserte!

Ecco che getta nei miei occhi tutti confusi
vesti sudice, ferite aperte
e l’apparato sanguinante della Distruzione!