Il mefitico alito pestilenziale della civilità e Jim Morrison


La contraddizione ontologica, e storica, è quella tra bisogni individuali e denaro. È questa dialettica negativa, che pone il denaro come antitesi dell’uomo. Ma qual è la sintesi? Se il possesso del denaro aumenta la miseria dell’uomo, e per questo la sua potenza, cosa crea la ricchezza dell’essere?

Se la storia del conflitto tra avere ed essere è la storia del conflitto tra società ed individuo, come creare nuovi modi di produzione? “Il raffinamento dei bisogni e dei loro mezzi produce un imbarbarimento animalesco”: e così, nel cerchio della vita, secondo i più sinuosi movimenti ciclicamente a-temporali, il progresso definisce, e costituisce, l’animalità dell’uomo. “Il mefitico alito pestilenziale della civiltà” inquina e sporca l’ontologia vera della specie. Ma la teoria della popolazione prevede questo. All’aumento della ricchezza ed allo sviluppo tecnologico corrisponde un aumento della popolazione, a cui consegue, di necessità, un generale imbrutimento sociale ed individuale. Il disprezzo della vita è prodotto dall’amore per la vita. E l’amore per la vita è prodotto dall’amore della morte. La morte è il feticcio della specie, la cheerleader della società.

Il denaro conduce allo “sfruttamento universale dell’essere sociale dell’uomo”. E l’alienazione regala dignità di esistenza al denaro, “divinità visibile e meretrice universale”.

Il denaro guida la vita e l’economia politica è la “scienza della ricchezza”. A differenza del mondo ottocentesco di Marx però la ricchezza non sta più nel risparmio, ma nel consumo. È paradossale che Marx pensasse che gli economisti stupidi avessero dimenticato che “se non si consumasse non si produrrebbe”. Marx consumista? È stupido, infatti, chi dimentica come l’essenza del capitalismo sia cambiata nel corso di due secoli e come, di conseguenza, la destinazione del capitale sia essa stessa cambiata. Il classico rapporto capitalista-operaio è svanito in una bolla finanziaria. Il grosso del capitale non è più risparmiato, ma consumato. E questo vapore liquido defluisce in pochi fiumi monopolistici. Così l’oceano del capitale investe e modella ogni continente. Il consumo è l’essenza odierna del capitale così come la finanza è l’oceano del monopolio. Ma il problema della sovrapproduzione è il problema della popolazione. Ci sono troppi uomini.

E così la teoria della popolazione si evolve in morale religiosa. In virtù del fatto che “anche l’opposizione tra economia politica e morale è soltanto apparenza”, l’espressione estrema del capitale del XXI secolo è la camorra (https://danaeblog.com/?s=gomorra+e+marx).

Ma come sostituire l’individuo alla specie? La necessità biologica della specie non è forse essa stessa l’essenza dell’individuo? Non è forse l’individuo una “realizzazione del proprio non-essere”? Egli vive la vita sociale e la propria vita di bisogni ha luogo nel sogno…E il mondo consumista, anti-ontologico, ci fa dire, all’unisono con Jim Morrison, “sogna perche’ nel sonno puoi trovare quello che il giorno non ti puo’ dare…”.

Raffaele Vanacore
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