1914-2014, L’Europa affronta il suo “esame di maturità”


arciduca

Cent’anni fa nessuno auspicava di certo una traccia del genere, nelle scuole di tutta Italia. Una fra quelle prescelte dal Ministero dell’Istruzione per la prima prova dell’esame di Stato 2014 come tema storico – tipologia C – riguarda appunto il confronto fra il vecchio continente com’era allo scoppiare della prima guerra mondiale e quello odierno. Ma l’Europa ha realmente passato il suo “esame di maturità” ?

Gli studenti più ferrati su questa materia saranno in grado di dare il loro responso a questa bella domanda. La memoria riporta allo scorso anno, quando per la stessa tipologia di tema d’esame Pigs e Brics furono croce e delizia di alunni ed insegnanti. Nessuno ancora ci ha fatto i conti, ma la grave carenza di informazione sulle tematiche europee – che rappresentano pur sempre parte della storia contemporanea – è sembrata sussistere nel 2013 nella maggioranza delle scuole italiane, specialmente quelle della provincia più remota.

Ebbene, per il secondo anno di fila è l’Europa a spopolare fra tutte le possibili tracce storiche ministeriali. Il raffronto fra la Grande Guerra, di cui a breve ricorrerà l’anniversario dello scoppio (28 giugno 1914 – 28 giugno 2014), è non a caso l’oggetto della prima prova della maturità di quest’anno. Cento anni fa nessuno avrebbe mai pensato a quel che dopo ben due conflitti mondiali sarebbe potuto accadere in Europa. Dall’assassinio dell’arciduca d’Austria Francesco Ferdinando d’Asburgo a Sarajevo nel 1914 è scattata infatti una scintilla che avrebbe di lì a poco cambiato per sempre gli equilibri geopolitici del continente. Le grandi potenze centro europee (Austria e Germania) videro ridimensionate fortemente le proprie ambizioni, dopo la sconfitta. Il blocco occidentale vittorioso, con l’adesione degli Stati Uniti, avrebbe portato poi alla Società delle Nazioni, soppiantata dopo la seconda guerra mondiale dall’attuale ONU. L’Europa, dal canto suo, avrebbe iniziato ad assumere connotati di una vera e propria Istituzione di diritto internazionale solo negli anni ’50. Da oltre due mesi vediamo in tv spot pubblicitari che recitano lo slogan “Di Europa si deve parlare!”. Allora vuol dire che qualcuno finalmente se n’è accorto e che gli stessi studenti – magari quelli più avveduti – potrebbero durante la loro prova d’esame testare le reali capacità della società attuale di confrontarsi con l’argomento Europa così com’è oggi.

Strano ma vero! Gavrilo Princip (lo studente serbo che uccise l’arciduca d’Austria a Sarajevo nel 1914 – ndr) costituisce la chiave di volta per capire l’Europa che sarebbe venuta di lì ai seguenti cent’anni. Russia, Impero Ottomano, Italia alle prese con il completamento dell’unità nazionale, Germania, Austria, Usa, Gran Bretagna, Francia e altri Stati aderenti all’uno o all’altro blocco hanno quindi scritto le sorti del mondo e dell’Europa stessa. Sorvolando su tutto quanto accaduto nel mezzo, magari con un cenno alle contrastanti idee d’Europa seguenti ad Alcide De Gasperi ed Altiero Spinelli a cavallo fra anni ‘40 e ’50 del Novecento, oggi ci si ritrova con un continente alle prese con un problema d’identità.

Se nel 1914 era l’identità nazionale a vacillare di fronte all’imperialismo sovietico, turco, austro-tedesco, adesso invece il gigante dai piedi d’argilla che è l’Unione Europea è messo alla prova da tantissimi “esami di maturità”. Quali ? Eccone un rapido elenco, auspicabile quale punto di vista assunto da parte di quegli studenti che sceglieranno la traccia C.

La questione del gas dalla Russia, dopo l’annuncio delle ultime ore del colosso Gazprom di voler tagliare le forniture di metano all’Ucraina e, quindi, a tutta l’Europa. Dove e come approvvigionarsi di fonti energetiche alternative è la prova di maturità dell’Europa oggi. La “guerra del gas” che segue alla (seconda) guerra di Crimea, insomma. Altra vicenda, l’immigrazione clandestina. Frontex, Mare Nostrum, sono solo nomi dietro i quali l’Ue si sta celando lasciando in concreto la patata bollente all’Italia in quanto Stato. Il Ministro dell’Interno Angelino Alfano ha quindi dichiarato pubblicamente di voler sospendere il programma d’accoglienza se l’Europa non darà prova di maturità, ancora, sul fronte immigrazione dal nord Africa.

Integrazione, scambi giovanili, Erasmus e altri simili, ecco un altro terreno minato dove pochi mesi fa l’Ue ha tentennato per motivi economici, mettendo a rischio i sogni di milioni di studenti desiderosi di viaggiare e confrontarsi con altre realtà lavorative attraverso esperienze internazionali. Poi, a seguire : crisi economica, stop all’Euro, tassi d’interesse, Unione bancaria, Federazione Europea. Tutti temi che le istituzioni dell’Ue, l’indomani delle elezioni per il rinnovo del Parlamento di Strasburgo, stanno lentamente affrontando ma senza concrete soluzioni di breve periodo.

Insomma, mentre agli studenti di tutta Italia basteranno solo sei ore per mettere nero su bianco le reali possibilità di svolta per l’Europa di oggi confrontandola con quella di cent’anni fa, cosa farà l’Unione nei prossimi mesi – per di più i mesi del “semestre italiano” ? L’Europa a cent’anni dalla Grande Guerra ha davvero superato il suo esame di maturità ???

di Francesco Pascuzzo

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