Penisola sorrentina: un Comune Unico?


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L’orizzonte comune, a cui la genesi di un Comune Unico della Penisola Sorrentina dovrebbe – per sua stessa natura – tendere, è quello del benessere comune.
Solo posto questo a fondamento di un tale, ed ambizioso, progetto, può rendersi concreta questa idea, apparentemente lontana ed utopica come realizzazione, ma ferma e vicina come volontà.
Il perseguimento del benessere comune deve, dunque, da un lato mirare a tutelare i diritti dei cittadini (salute, trasporto, istruzione, giustizia, etc.), dall’altro puntare allo sviluppo delle principali fonti di reddito di un certo territorio, che – in penisola sorrentina – sono sicuramente il settore turistico e quello agro-alimentare.
Intendendo in tal modo il benessere comune, è ovvio domandarci quale sia il miglior mezzo per il suo raggiungimento.

È a questo punto che entra in gioco quello che sembra essere il progetto non solo di quanti vogliano perseguire il bene comune, ma anche di quanti si sentano concittadini di un unico e meraviglioso territorio: la creazione di un Comune Unico, un territorio di 65 km2, più grande quindi della stessa Salerno, tra i più belli al mondo.
Se, come detto all’inizio, il perseguimento del bene comune si regge, indubbiamente, sulla garanzia di dignitosi servizi pubblici ai cittadini (oggi così tanto oberati da tasse che non si capisce dove vadano a finire), la creazione di un Comune Unico andrebbe proprio in tal direzione.
Difatti, l’irrilevanza politica che caratterizza la penisola sorrentina – soprattutto se confrontata con l’importanza, anche nazionale, che ha assurto, ad esempio, il Comune di Salerno grazie al suo sindaco De Luca – non permette ai singoli Comuni di avere una rilevanza tale da consentire fondi adeguati per l’erogazione di decenti servizi pubblici.
La situazione politica risulta ancor più notevole se si considera il particolare assetto istituzionale, che – di necessità – si verrà a creare: la definitiva abolizione delle Province sarà probabilmente un risultato dei prossimi Governi. I livelli – europeo, nazionale, regionale, provinciale, comunale – sono decisamente troppi e, di certo, il meno importante è proprio quello provinciale.
Se la situazione prendesse effettivamente questa direzione, la creazione di un Comune Unico, il secondo dunque in Campania, sarebbe un fatto di assoluta rilevanza, non solo storica, ma anche economica.
In sintesi, un Comune Unico così strutturato potrebbe avere la forza politica per riuscire, finalmente, non solo ad evitare tagli (sinonimi di declassamento socio-politico, come avvenuto per il Tribunale di Sorrento), ma a raggiungere nuovi obiettivi economici per il deciso miglioramento dei servizi pubblici.

Tassello fondamentale di questo mosaico unitario deve, di certo, essere la creazione di un’adeguata rete di trasporti: essa avrebbe la funzione non solo di connettere ogni punto, e quindi ogni cittadino, della penisola, ma anche di rendere ai turisti più accessibili diversi posti nel contesto della Penisola, potendo in tal modo raggiungere, ad esempio, le eccellenze gastronomiche, spesso situate in località non propriamente a portata di mano.
Prima di analizzare l’utilità di un Comune Unico per il turismo peninsulare, occorre un brevissimo cenno alla situazione turistica italiana: difatti, pur in un contesto globale di estremo aumento del numero di turisti all’anno (stranieri ovviamente, specie dalla Russia e dalla Cina), l’Italia in generale sta conoscendo un brusco calo, riuscendo a raggiungere solo una piccola fetta della torta di turisti in viaggio ogni anno.
In poche parole, perché l’Italia, un tempo saldamente in vetta alle mete preferite dai turisti, oggi arranca nelle classifiche dei turisti ospitati?
La risposta non è difficile: mancanza di servizi pubblici, inadeguato supporto tecnologico, insufficiente marketing digitale, qualità non sempre adeguata ai prezzi.
Questi sono alcune delle cause che portano moltissimi turisti a preferire altre mete.
È pensabile che singoli Comuni (penso al mio Comune, ad esempio, Vico Equense) riescano da soli a sopperire a queste carenze ed a cambiare la rotta? È francamente molto difficile.
Un Comune Unico che porti, invece, alla razionalizzazione economica ed al reindirizzo delle risorse verso la creazione di connessioni, tanto reali quanto virtuali, sarebbe decisamente la miglior risposta al declino turistico italiano.

In conclusione, è sinceramente auspicabile la creazione di un comitato, politicamente trasversale, che punti, dapprima, ad una consapevole informazione circa le prospettive socio-economiche di un sì costituito Comune ed, in seguito, all’informazione dei cittadini sui possibili vantaggi che una scelta, di così ampia portata, comporterebbe.

Raffaele Vanacore
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6 pensieri su “Penisola sorrentina: un Comune Unico?

  1. Alle tue rifessioni giuste e fondate vorrei aggiungere che ci sarebbero anche dei rischi. Qualora il comune unico consista in un’unificazione dei comuni esistenti, ci sarebbero conflitti di poteri e interessi fra i vari comuni (alcuni a tutt’oggi gelosi della propria autonomia) e il rischio che le istanze locali trovino difficoltà a raggiungere l’amministrazione centrale. Se invece si tratterà di un organo sovracomunale, sarà un’ulteriore livello decisionale – sebbene più “pesante” da un punto di vista politico – che difficilmente riuscirà ad armonizzare le decisioni interne dei comuni stessi. Io penso che più che creare un organo superiore o un’unione dei comuni, si debba creare una rappresentanza che si faccia portavoce di tutti i comuni della penisola in maniera politicamente neutra, finalizzata soltanto ad agire nei punti di comune interesse da te ben identificati.
    Aldo Terminiello

    • Caro Aldo, io non voglio di certo creare un ulteriore livello amministrativo, ma – come spiegavo nell’articolo, con riferimento al rapporto con Salerno – un vero e proprio comune unico. Sicuramente ci sono diversi punti critici e ti ringrazio per averne illustrati alcuni. L’obiettivo principale è quello di creare un’organizzazione che discuta delle varie idee e valuti la miglior strategia per l’attuazione di un Comune Unico

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  2. Un alternativa allo sviluppo turistico del nostro territorio più concreta ed immediata del Comune Unico che ,per alcuni rischi citati da Aldo, è al momento una soluzione a mio parere limitata potrebbe essere quella della creazione di un sistema di DMO ( destination management organization).
    Credo che l’istituzione di un soggetto di governo con funzioni di managment su punti d’interesse comuni lascerebbe ai Comuni quell’autonomia a loro tanto cara e donerebbe alla destinazione turistica(se ben attuata) una competitività maggiore.
    Spero vi faccia piacere leggere le prime pagine di questo documento che riporto:

    http://www.turismo.provincia.tn.it/binary/pat_turismo_new/percorso_TSM/DOCUMENTO_FINALE_SU_GOVERNANCE_2_ottobre_2012.1350639533.pdf

    altro non è che un esempio reale e ben attuato di quanto ipotizzato(anche se a livello regionale).

    Bravo Raf ottimo articolo.

    • Grazie per l’interesse e per le informazioni circa il documento. In effetti, il DMO sarebbe un ottimo punto di partenza: ma chi lo coordinerebbe? Come si verrebbe a costituire?
      Un punto cruciale, come specificato anche nel documento, è l questione delle risorse pubbliche: nel documento si suggerisce che “i contributi vengano raccolti dalla Provincia e redistribuiti al sistema delle DMO provinciali”. Questo è un punto politico fondamentale: se, come ho scritto nell’articolo, le Province sono destinate all’estinzione, la creazione di un comune unico sarebbe sicuramente sia più funzionale all’acquisizione di maggiori risorse – per la maggior influenza politica stessa – sia in grado di creare un unico ed all’avanguardia fronte tecnologico per il turismo.
      Grazie mille di nuovo per gli spunti di riflessione!

      PS ti potresti identificare dato che non mi fa vedere il tuo account?

      • Il documento era semplicemente un esempio che ho riportato per darti un idea più dettagliata di cosa intendevo- in quanto provincia autonoma in quel caso Trento ricopre funzioni che normalmente spetterebbero alla Regione-
        Per ciò che riguarda il coordinamento e la costituzione,ci addentriamo in materia specifica di governance turistica e sistemi turistici locali(uscendo dal tema dell’articolo).
        Un comune unico potrebbe sicuramente fornire maggior influenza politica ma per le problematiche di creazione ad esso connesse penso che al moneto un sistema di DMO sia preferibile per lo sviluppo turistico del territorio ed un ottimo punto di partenza per la creazione di un Comune unico.

  3. Infatti, ti ringrazio molto per il documento, perché il DMO si propone di fare quello che anch’io mi auspico. Anch’io inoltre credo che sarebbe un ottimo punto di partenza per la creazione di un Comune Unico. Riguardo la creazione ed il coordinamento, pur uscendo dal tema dell’articolo, sarebbe forse il punto cruciale e, perché no, si potrebbe scrivere proprio un articolo a riguardo.

    PS ti posso chiedere di identificarti?

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